Gruppo Bandistico "Gabriele De Iulis" Pontinia


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DICONO DI NOI

Commenti del Prof. Giulio Sforza (tratto dal sito blog.libero.it/disincanti/)

….Fui ieri seri a Pontinia, per un concerto del Complesso diretto dalla mia ex allieva Marzia Mancini arpista, insegnante di discipline umanistiche, e direttrice di Banda: davvero polimantica e polimusica, Marzia, beniamina degli dei e della natura che molto ha avuto e perciò molto è chiamata a dare. E già dà, copiosamente dà, per l'elevazione culturale della sua gente. Vederla alta, esile, quasi eterea figura dalla chioma fluente, in elegantissima mise (pantaloni neri e semitrasparente camicetta nera intessuta d'ori e d'argenti, e ricamata di policrome floreali figure), "suonare" il suo nuovo strumento (complesso strumento è una orchestra nelle mani del suo direttore), alla presenza di un pubblico numeroso e composito, diversamente attento e intento, preso e compreso, chi in abiti d'alta sera (presente la crême de la crême della borghesia professionistica e politica, dal giovane prefetto di Latina, cui ancora anacronisticamente continua a darsi dell'eccellenza, ai rappresentanti dell'amministrazione comunale) chi in fogge sportive, dava una strana impressione, come di una giovane guida ai segreti d'Iside, a nessuno come a lei familiare, di una giovane musa guida alle armonie di Parnaso e d'Elicona, le due cime che in sé assommano le meraviglie e la sacralità dei Sinai, dei Carmeli, dei Wartburg, dei Meru, sedi di seriose, talvolta truci, divinità che nella melodiosa Euterpe e nelle sue sorelle si redimono aprendosi finalmente al sorriso. Plaudo a Marzia e al suo giovane complesso, composto da uomini e donne (fra le quali il sax tenore Riccarda sorella della direttrice) capaci di mettere nell'esecuzione, oltre che una tecnica pressoché da professionisti, l'anima e la passione incommensurabili degli amatori, raggiungendo un esito di tutto rispetto che nemmeno il più acido dei critici potrebbe contestare. Io che son solito sedermi a tavola per gustare e non per cercare il pelo nell'uovo, mi son levato da quel musicale convivio perfettamente sazio, anzi molto più appagato di quanto mi sarei atteso. Dire tutto perfetto sarebbe forse dir troppo, ma non troppo dir tutto supremamente elegante, dagli inviti di nobile cartoncino dipinti preziosamente a mano, all'addobbo sobrio, alla scelta di brani quanto basta originali (che sorpresa il Minuetto in Mi bemolle Maggiore di Boccherini rivisitato per banda da Steve Cortland!). Avessi preso la parola avrei invitato, io irriducibile neopagano, ad un natalizio vogliamoci bene in nome di una Divinità la quale, per natura lignaggio linguaggio, è fatta per unire ed affratellare: la divinità cui una popolare giaculatoria teutonica , Gelobt seist Du jederzeit, Frau Musika, sia tu sempre lodata, Signora Musica, si rivolge in maniera che solo ai grossi può apparir blasfema; una divinità che non a spodestare mira i vari Zeus Jehova Allah Wohtan Brahman ed i loro profeti od avatars ma ad addolcirne, al caldo del suo seno di madre, le umorose ghigna, a stemperarne la bellicosità, ad attenuarne le rivalità, a scioglierne le rigidezze, a scaldarne le frigidezze, ridonandoli più credibili e amabili (più divini) all' Uomo dei tempi del disincanto.


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